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verso_la_sfida_finale

Verso la sfida finale

 CAPITOLO QUARTO :

 VERSO LA SFIDA FINALE
 
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 - Jettero Heller fu il primo ad alzarsi, taglio' la reticella di una vecchia
 zanzariera e la piego' accurattamente in parti uguali sino a farne un piccolo
 parallelepipedo. Lego' il tutto con un nastrino, ci mise un bel fiocchetto 
 giallo e la lancio' a The Brain ancora semi-addormentato gridando: "Guarda...
 una rete a pacchetto !". In 140 millisecondi se la ritrovo' nell'esofago.
 Shock Waves, dopo una notte in bianco, comunico' il numero dei pixel. Ovvia-
 mente era sbagliato (anche tramite addizioni 1 + 1 + 1 + 1 ecc.. al massimo
 poteva contare fino a 25) ma non me la sentivo di infierire e diedi per buono
 il risultato. Gio 71 fece gli auguri per la buona riuscita dell'impresa ed il
 gruppo manifesto' la sua approvazione tramite una serie di gesti non riporta-
 bili in un capolavoro di finezza come questo romanzo.
 - Hydra riusci' miracolosamente a trovare un tombino di diametro sufficiente
 per Burglar, quindi scese la scaletta metallica per aprire la strada al resto
 del gruppo. Dopo pochi passi tuttavia, mi accorsi di una grave mancanza: Axe!
 non poteva restare impunito. Cosi',decisi di effettuare una visita di corte-
 sia presso la sede di Strange Land, in compagnia di Vegamaster e della mia
 splendida bimba. (NOTA: L'oggetto in questione e' denominato 'Laura'. Trattan-
 dosi di una ragazza modem-dotata, invito i Sysops lettori di Twin Phreaks, in
 caso di una sua richiesta di accesso alla loro board, ad essere particolar-
 mente gentili e disponibili... il che tradotto significa 'premete il tasto 
 DEL con dolcezza' ).
 Per riunirci con gli altri elementi del gruppo, fu fissato un appuntamento
 sotterraneo nei pressi dell'ex lamer HQ.
 Axe! manifesto' un certo stupore nel vederci, tuttavia riuscii in breve tempo
 a metterlo alle strette e non gli resto' che confessare il suo tradimento; 
 Storm si era liberato in fretta di lui una volta completata la fase di pro-
 grammazione, e del potente coder era rimasto solo un piccolo e timido fan-
 ciullo oppresso da uno spaventoso senso di colpa. Il pentimento che si poteva
 leggere nei suoi occhi mi spinse a concedergli un'altra possibilita, ma la
 pena da scontare sarebbe stata esemplare. "Axe!, sarai punito: ecco il tuo
 Cosysop per i prossimi 60 giorni" dissi severamente indicandogli Vegamaster.
 "Dico, MF.... starai scherzando!!" rispose Axe! sbiancando improvvisamente 
 "sono un infame traditore al servizio dei loozers, ma non ho ammazzato nes-
 suno !!!". Il ragazzo non aveva tutti i torti... due mesi di Guile-sysopping 
 avrebbero stroncato gli Skid Row. Cosi' optai, in modo inappellabile, per
 la punizione piu' temuta da un hacker: "Ti abbonerai al VDT!" esclamai, quin-
 di lo lasciai svenuto sul pavimento e mi precipitai al luogo dell'appunta-
 mento.
 - Il resto del gruppo arrivo' con due ore di ritardo: Hydra si era procurato
 una bussola per orietarsi negli umidi vicoli sotterranei, ma impiego' parec-
 chio tempo per rendersi conto di come l'ago magnetico dello strumento fosse
 in realta' attratto dal Polo Nord di Burglar.
 Il seminterrato utilizzato dai lamers per impiantare la base operativa fu
 individuato dopo molte peripezie, ma nel complesso la spedizione si risolse
 in un insuccesso totale: i sistemi di protezione installati da Storm sotto 
 il controllo del megacomputer ci indussero a studiare un sistema alternativo
 per accedere alla rete neuronale.
 Tornammo quindi alla luce del giorno, ed il caso volle farci riemergere nei
 pressi dell'abitazione di Vegamaster il quale si trovo' costretto ad offrir-
 ci ospitalita'. 
 - "Che ci fai con questa lumaca?" noto' Laura osservando il bavoso animale
 strisciare lungo il monitor dell'individuo. 
 "Ci boxo!" rispose il loozer "H.D. Case mi ha spiegato che per generare la
 prima frequenza di break con il blieb bisogna usare la chiocciola".
 The Brain cerco' inutilmente di attivare il modem di Guile. "Nulla da fare"
 osservo' "l'alimentatore e' fuso... lamer, ma cos'hai combinato?".
 Ripensando al passato, mi ricordai di due o tre incapaci che erano riusciti
 a provocare un analogo effetto sull'apparecchio tagliando la spina originale
 USA, montandone una italiana e collegando l'innocente dispositivo alla ten-
 sione di rete. (NOTA: La notizia purtroppo e' rigorosamente autentica, NdMF). 
 Raccontai la cosa a Vegamaster chiedendogli se avesse fatto lo stesso.
 "Allora mi credi proprio stupido!" grido' "solo un idiota integrale potreb-
 be modificare la spina!".
 Lui infatti, grazie alla sua mente superiore, aveva modificato la presa com-
 prandone una tipo USA che si adattasse all'alimentatore US Robotics.
 "Looooooozer!!" intervenne Shock Waves "non sai che il voltaggio e' diffe-
 rente? Bastava collegare un solo filo anziche' due.... se con due hai 220V,
 ad un filo unico ne corrispondono 110 !".
 Il consiglio degli hackers decise di punire Vegamaster per i danni arrecati
 al sacro HST; su Shock Waves non era il caso di infierire ulteriormente.
 "Entro domattina" lo informo' The Brain "dovrai presentare la frase 'Sono
 un megalamer' scritta settemila volte".
 "Questa volta so io come fregarli" penso' Vegamaster ricevuta la notizia
 "nessuno ha specificato che dovessi scriverla io..... usero' il computer e
 la stampante. Si accorgeranno finalmente che sono intelligente!".
 Cosi', mentre la notte ci portava il meritato riposo, Vegamaster dimostro'
 le sue capacita' cerebrali accendendo computer e stampante, caricando il
 BASIC e scrivendo settimila volte l'istruzione LPRINT seguita dalla frase
 assegnata.
  - Quel freddo e nebbioso mattino non aveva apparentemente nulla di diverso
 dagli altri: Jettero stava rovinandoci la colazione spiegando il funziona-
 mento dei drives ("Il floppy disk ruota nel drive, l'hard disk invece resta
 fermo, infatti si chiama anche 'disco fisso'"......."Il drive da 3"1/2 di 
 Amiga legge un dischetto su entrambe le facciate grazie all'auto-reverse 
 della testina"); mentre Vegamaster e Shock Waves mettevano a punto la stam-
 pante. Ecco un estratto del loro dialogo :
 SW : "Acc.. non funziona ancora. Ma il file da stampare da dove proviene ?"
 VM : "Dal RAM Disk !"
 SW : "Ah...l'integrato RAM rotondo ?"
 VM : "No....il drive virtuale RAM !"
 SW : "E tu sai cosa vuol dire virtuale ?"
 VM : "No....perche' tu sai cosa vuol dire drive?"
 SW : "No, ma gli altri lo dicono.... e lo diciamo anche noi !!"
 VM : "Siamo cool !!"
 SW : "Parla per te.... a me piacciono le ragazze !"
 VM : "Ma era un complimento...."
 SW : "Sicuro? E cosa significa ?"
 VM : "Boh?"
 SW : "Ma 'sto RAM disk andava formattato?"
 VM : "Acc...e' vero! Ecco dove abbiamo sbagliato !"
 SW : "No...il file c'e' nella directory RAM: ! E' ASCII...ora lo edito..."
 VM : "Ma e' pieno di caratteri W, K, X questo testo......"
 SW : "E allora?"
 VM : "Sono lettere tutte spigolose, si incastrano nel cavo !"
 SW : "Acc.. stampo una fila di O : rotolano bene e liberano la RS-232 !"
 VM : "Loozer.... la stampante e' sulla parallela, la RS-232 e' per i drives!"
 SW : "E' vero. Comunque se stampiamo un file di 'O' poi le finiamo tutte"
 VM : "Ma la stampante non consuma i caratteri...mica sono trasferelli !"
 SW : "Sicuro?"
 VM : "Boh? "
 SW : "Chiediamo al modem....MOOOOOOOODEEEEMM...MOOOOOOOOOOODEEEM...???!!!!"
 VM : "Ma sei scemo?"
 SW : "Mi avevano detto che era auto-answer !!!"
 Insomma...tutto normale: nessuno dei presenti avrebbe mai potuto prevedere 
 quella telefonata. Invece, l'impensabile accadde proprio in quel banale mo-
 mento : dopo le minacce telematiche il rinnegato Storm fece udire la sua
 voce. Fui io stesso a condurre il colloquio, tuttavia capii immediatamente
 dal suo tono di voce come la situazione fosse incredibilmente diversa dal
 giorno prima. Storm non si era fatto vivo per annunciare nuovi terribili
 ricatti, ma per comunicarci la sua partenza verso un interminabile esilio:
 la macchina pensante, una volta utilizzatolo per raggiungere i suoi scopi,
 si era liberata di lui chiudendogli l'accesso a tutti i sistemi di control-
 lo. Il malvagio ex-capo della Divileader si era finalmente reso conto di 
 come l'hacker sintetico avesse sfruttato la sua cattiva fama per estorcere
 piu' facilmente accounts, ora non aveva piu' bisogno di lui.
 La parola 'pentimento' non era contemplata nel dizionario di Storm, tuttavia
 prima di scomparire verso il suo incerto destino ci auguro' la vittoria
 contro la terrificante entita' telematica. "Auguri anche a te" sussurro'
 commosso Gio 71, ed il reietto Storm pronuncio' le sue ultime, toccanti
 parole : "Tieeee' !! Faccimmo 'e corna !!!".
  - La situazione era complicata: solo contro una macchina invincibile !
 Se il diabolico sistema comunicava con il resto del mondo attraverso la 
 board di Shock Waves, pensai, quella sarebbe stata la nostra porta di ingres-
 so. Il commando di cool hackers raggiunse quindi lo squallido quartiere pe-
 riferico ove il loozer viveva (o meglio, vegetava) allo scopo di penetrare 
 nella sua abitazione.  
 Axe! era fondamentalmente convinto di essere megacool, ed il computer pensan-
 te del quale aveva codificato la struttura principale aveva ereditato questa
 sfumatura della sua personalita'.  Cosi' la rete neuronale, parallelamente
 alla sua sorprendente evoluzione, aveva sviluppato l'idea di essere cosi'
 potente da non dover piu' temere nulla e nessuno. Per questo motivo, dopo
 l'estromissione di Storm dal sistema, l'abitazione di Shock Waves (dove
 era custodito l'unico terminale in connessione diretta con il cervello del
 supernetwork) non era stata dotata di sistemi degli stessi sistemi di sicu-
 rezza che avevano reso inattaccabile il sotterraneo sede dell'apparecchia-
 tura fisica. Il motivo non era poi cosi' difficile da intuire: la macchina
 ora aveva bisogno di dimostrare a se' stessa la sua superiorita', ci stava
 aspettando per sfidarci e sconfiggerci.
 La prudenza ci suggeri' di evitare comunque l'ingresso principale, dotato
 di telecamere che l'hacker artificiale avrebbe facilmente potuto control-
 lare, e l'appartamento di Shock fu raggiunto tramite la scala antincendio,
 un'indispensabile struttura che lo stesso Shock Waves aveva progettato e
 realizzato : infatti era di legno.
 Se avessimo fallito, la diabolica creazione di Jettero & C. avrebbe conti-
 nuato forse per sempre ad eseguire le routines di hacking contenute nella
 sua smisurata memoria. Sconnettere le linee? Impossibile, il numero delle
 connessioni era troppo elevato, ed al primo tentativo il sistema avrebbe
 reagito. Escludere l'alimentazione? Purtroppo gli accumulatori di cui il
 calculatore era stato dotato avrebbero consentito ad esso lunghe ore di
 attivita' e la possibilita' di ulteriori ricatti in caso di mancato ripri-
 stino dell'energia.
 Una macchina superiore al suo stesso creatore? Da sempre l'uomo aveva ne-
 gato questa possibilita', ma ora quest'affermazione richiedeva necessaria-
 mente di essere dimostrata.


 FINE QUARTA PUNTATA

 Lo sconvolgente finale alla prossima settimana !!!!!
 Stay tuned !
verso_la_sfida_finale.txt · Last modified: 4/03/2016 06:33 by lrosa