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poker_di_lamers

Poker di lamers

 Dedica :
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  - Si e' osservata, in questi ultimi tempi, un'abnorme proliferezione della
 specie 'Homo Sysop Sapiens'. Purtroppo molti degli elementi in questione
 presentano profonde alterazioni genetiche tali da impedirne il completo
 sviluppo. Essi costituiscono ora una specie a se' stante, distinta dalla
 precedente per differente corredo cromosomico e scientificamente classifi-
 cata con il nome 'Homunculus PseudoSysop Lamer'. Ad essi e' dedicato il
 presente romanzo, con l'augurio di una precoce scomparsa dal mondo delle
 telecomunicazioni e dalla superficie del pianeta.


 Prefazione :
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  - E' noto che diverse specie animali, compresa quella umana, risentono dell'
 influsso lunare; lo splendore riflesso dall'astro invita in particolare i 
 lupi ed i canidi in genere ad un corale ululato.
 Sconosciuta ai piu' e' invece la profonda influenza esercitata da un altro
 corpo celeste sulla specie 'Homo Lamer'. I lamers sentono l'irresistibile
 impulso a riunirsi in determinate notti per indirizzare ad una lontana
 stella un triste lamento, un verso strano che sembra essere un disordinato
 insieme di lettere e numeri (N5GFVdD).
 Tale stella e' Sirio, l'astro del loozer.
 Quella notte anche gli hackers erano riuniti, ed anch'essi rivolgevano lo
 sguardo al cielo. Ben altri corpi celesti attiravano la loro attenzione :
 i satelliti di telecomunicazione. Ad essi era destinato un particolare
 ululato, a 2600 Hz. Videro da lontano il gruppo dei lamers ed istintiva-
 mente tentarono di riconoscerli: Shock Waves, Shining, Gio71....
 mancava Jettero Heller! Incredibile... il capo supremo dei loozers aveva
 disertato la riunione. Pochi sguardi e fu subito panico, Jettero aveva
 sempre partecipato al periodico lamer-meeting... perche' quest'inspiegabile
 assenza? I casi erano due: o il fanciullo era deceduto oppure era impegna-
 to a preparane qualcuna delle sue. Purtroppo fu la peggiore delle due
 ipotesi a trovare conferma: la seconda.




 M F   T H E    B E S T        P r e s e n t a

 L'ideale continuazione di 'Balla coi lupi':

 B A L L A     C O I     L O O Z E R S
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 Ovvero :   I    S E G R E T I    D I    T W I N    P H R E A K S    I V
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 Capitolo Zero : POKER DI LAMERS

  - La notizia dell'incriminazione di alcuni Pirati del Software per asso-
 ciazione a delinquere era stata recepita come un pessimo segnale tra gli
 operatori dei Sistemi Privati farciti di software copiato. Molti proprie-
 tari di BBS non erano piu' disposti a correre pericolosi rischi ed aveva-
 no abbandonato il campo. Ne avevano approfittato i soliti pseudo-SysOps
 nel tentativo di rastrellare qualche utente per riempire alcune sotto-
 specie di BBS. Dopo mesi e mesi passati cercando di convincere la vecchia
 nonna malata ad includerlo nel testamento, Shock Waves aveva raggiunto lo
 scopo ed era passato alla seconda fase: eliminazione fisica della suddetta.
 Era bastato leggerle il nuovo algoritmo Itapac 1421 da lui partorito: ad
 una certa eta' ridere sguaiatamente per 90 minuti consecutivi diventa molto
 pericoloso.  E dire che il loozer credeva veramente nelle sue capacita'
 di coder : in fondo con quello scanner c'erano ben 12 possibilita' su 100
 di trovare una NUI valida entro tre milioni di anni.
 Grazie all'eredita', Shock Waves aveva creato il suo sistema privato tele-
 matico, il quale dalle 23 alle 7 del mattino, solo nei giorni dispari, 
 quando la temperatura esterna superava gli 11.65 °C, se il livello di 
 monossido di carbonio nell'aria non eccedeva i 100 microgrammi per litro, 
 ammesso che l'elettricita' statica atmosferica fosse mediamente normale, 
 ogni tanto si degnava anche di funzionare, o per lo meno sbrodolava sul 
 terminale qualche manciata di caratteri ANSI volgarmente dichiarati 'logon
 screen'.
 Data la smisurata esperienza del bimbo, la board era stata affidata per
 il 97% circa a quegli esseri comunemente detti "collaboratori esterni"
 ed il cui ruolo principale consiste nel mandare a farfalle il sistema se
 proprio il SysOp, nonostante gli sforzi, quel giorno non riesce a sfascia-
 re nulla.
 Vale la pena di spendere un capitolo nella descrizione della maledetta
 board che sconvolse il mondo... eccone i dettagli:
 - L'hard disk, spacciato come 300 Mega SCSI, era in realta' un 20 Mb recupe-
 rato da uno zio nei sotterranei dell'azienda dove egli lavorava e dove
 l'apparecchio giaceva dal 1953. Raffreddato da una ventola turbodiesel,
 emetteva un rumore pari a 125 decibel circa, ma funzionava anche come
 caldaia per l'intero condominio, pertanto l'Amministrazione ne aveva con-
 cesso l'uso al fanciullo purche' non usasse DMS dopo le ore 21. Per giorni
 e giorni decine di studenti di informatica chiesero a Shock Waves di poter
 vedere con il loro occhi l'unico HD a 37 pollici della storia.
 - Il monitor era stato una vera occasione: sconto del 75% per un paio di
 impercettibili difetti... non visualizzava il verde e sostituiva per
 ragioni sconosciute il blu con il rosa.
 - Computer: somigliava vagamente ad un Sega Megadrive, ma la premiata ditta
 Carmine Santuzzo aveva assicurato all'acquirente che si trattava in realta'
 dell'unico modello sperimentale di 80786 132Mhz ad elio liquido esistente
 in Italia. Dopo 36 giorni di tentata programmazione, qualcuno tiro' fuori
 nuovamente il magico A3000 ed Amiexpress riprese a rollare.
 - Memoria RAM: secondo il noto postulato del multitasking, per gestire in
 modo ottimale un BBS occorre un numero di task sempre superiore di 1 a
 quello necessario per inchiodare il computer. Pertanto, in base alla RAM
 le boards si dividono in due categorie: dove la memoria e' scarsa esse
 entreranno in crash per il collasso dello stack, dove la memoria abbonda
 invece entreranno sicuramente in crash perche' il SysOp, esaltato dall'
 immensa RAM disponibile, non potra' fare a meno di aprire 3427 tasks.
 Nel nostro caso, il sistema apparteneva eccezionalmente ad entrambe le
 classi : infatti aveva una scarsa memoria centrale integrata da un
 SysOp incapace. Se quel povero Amiga avesse potuto muoversi da solo, si
 sarebbe sicuramente gettato dalla finestra: anche i computers hanno una
 loro propria dignita'.
 - Dual Standard: questo per fortuna era un autentico US Robotics, gentil-
 mente offerto dagli abitanti del palazzo di fronte a condizione che Shock
 Lames...ooops,Waves, smettesse di piangere di notte, tenendo sveglio l'
 intero quartiere e singhiozzando disperatamente desiderando un modem.
 Stampante: a getto d'inchiostro. Nel senso che ne gettava dovunque tranne
 che sulla carta. Fu subito rivenduta ad un imbianchino.
 Al momento dell'assemblaggio, Shock Waves aveva sfoderato puntualmente l'
 arma segreta, un vero esperto conosciuto in BBS: Gio 71.
 L'individuo era una vera maledizione vivente, sempre prodigo di gentili con-
 sigli del tipo: "Quest'interfaccia l'aveva usata anche un amico di mio cugi-
 no ed e' morto folgorato" oppure "Bello questo monitor, ma lo sai che in un
 caso su 3 milioni il trasformatore di riga esplode e ti incendia la casa?".
 D'altronde in una board loozer non avrebbe potuto esistere un collaboratore
 cool, sarebbe stato in contrasto con l'assioma: "Chi va con il lamer impara
 a lamerare".
 Grazie alla sua cultura elettronica, Gio 71 aveva immediatamente effettuato
 la revisione del cablaggio: la prima modifica aveva eliminato in un colpo
 entrambi i CIA, la seconda aveva ucciso Paula. Tuttavia dopo 25 giorni
 di tentativi, lo sciagurato sistema di collegamento periferiche era stato
 completato.  Poco importava se il cavetto del modem, schermato in modo
 ineccepibile, consentiva di captare Radio Dimensione Suono attraverso lo
 speaker. La board era pronta a funzionare, mancava solo l'elemento piu'
 terrificante: il Cosysop.
 Un nome...un nome solo....infatti furono due: Vegamaster e Jettero Heller.
 Con questo il poker era davvero completo.
 Vegamaster usciva da quel periodo dell'adolescenza denominato "crisi da
 chat". In realta' anagraficamente aveva 26 anni, ma biologicamente si era
 fermato a 15. Aveva comprato un lucchetto al titanio chiudendosi in camera
 con l'unico telefono di casa. Quindi si era collegato a Itapac grazie
 alla NUI K4QKJ7, che festeggiava il suo decimo anno di vita.
 Dopo 16 giorni, stremato dalla fame (per dissetarsi aveva raccolto acqua
 piovana in una ciotola sul davanzale), si era finalmente riaffacciato al
 mondo esterno. Risultato delle 384 ore di chat: 12 diottrie complessive in
 meno, licenziamento per prolungata assenza ingiustificata, esaurimento
 nervoso e dulcis in fundo mega-bolletta telefonica arricchita da chiama-
 te dirette in USA (della serie: il carding, questo sconosciuto).
 La NUI di Itapac l'aveva ottenuta grazie ad un contratto con The Brain,
 impegnandosi a lavare l'auto di quest'ultimo tutte le domeniche. La
 prima connessione era stata un vero problema, poi per fortuna il suo cane
 gli aveva spiegato la procedura. Adesso, Vegamaster conosceva anche la NUA 
 di QSD e cio' gli bastava per autodefinirsi 'hacker' e per decidere che
 un solo alias non lo realizzava. Ecco il perche' del secondo pseudo :
 'Guile'.... considerato che ormai nessuno al mondo prononciava piu' le
 parole 'Sirio' (per disgusto fisico) e 'Vegamaster'  era da tempo stato
 deformato in 'Vegalamer'. 
  Jettero Heller lo conosciamo tutti....frequentava l'Universita' guada-
 gnandosi da vivere presso la facolta' di medicina, dove veniva pagato
 come soggetto di studio. I biologi infatti si stavano chiedendo come po-
 tesse sussistere una forma di vita con un simile infimo numero di connes-
 sioni tra neuroni. Non per nulla il suo cervello era stato soprannominato
 'ENIAC'. Tutti sapranno che 'ENIAC' era il nome del primo computer a val-
 vole, del 1947, che passo' alla storia soprattutto per il ritmo con cui
 bruciava le suddette valvole : una ogni due minuti. Bene, Jettero bruciava
 una cellula nervosa ogni due secondi. In realta' tra lui e ENIAC restava
 una grossa differenza: nel caso del calcolatore, le valvole bruciate veni-
 vano sostituite !
 Si sveglio' verso mezzogiorno (praticamente l'alba per lui), consumo'
 la colazione, si lavo' (poco e male), si vesti' (orrendamente) e si
 precipito' a controllare l'efficienza della sua potente auto.
 Dopo pochi minuti il quartiere fu scosso da un urlo lacerante: "Mi hanno
 fregato il motore !!!". Ripete' la frase finche' un vicino di casa,
 pietosamente, lo informo' di come quello che avesse aperto fosse il
 bagagliaio e non il cofano. Constatato l'errore, il fanciullo balzo'
 in macchina e fece un lungo giro in periferia dove prelevo' i peggiori
 tra i super-lamers di Twin Phreaks. Sparirono nel nulla, come inghiottiti
 da Burglar. Passarono i giorni e diventarono settimane, ed infine mesi.
 Alla gioia dei primi momenti per la scomparsa del popolo dei loozers, si
 aggiunse un diffuso sentimento di angoscia, come se qualcosa di molto
 grave fosse imminente.
 E quella stessa sera il presentimento si trasformo' in una terribile
 realta'.


 - FINE CAPITOLO ZERO -
poker_di_lamers.txt · Last modified: 4/03/2016 06:30 by lrosa